Qui sono raccolti alcuni miei lavori, divisi per categorie: scritti, documentari, incontri, ecc. Vedere per credere :-)

Sindromi culturali. Che cosa sono? Troppo facile liquidarle come disturbi immaginari. In effetti sono quadri clinici, tipici di un popolo o di una cultura. Affezioni che appartengono più al folklore che alla medicina, ma non per questo sono meno reali. Alcuni casi: dall'Argentina alla Cina, dal Trentino al nostro meridione.
Siamo nati per viaggiare, per esplorare, per andare. Gli uomini non sono piante, noi non abbiamo radici. Ma si è sempre viaggiato anche senza muoversi, oggi si direbbe virtualmente. Antropologia fantastica, itinerari immaginari, utopie. Finti reportage. Cyberturismo.
l'Adige, 11 ottobre 2020
La malattia non è soltanto una questione medica, è un fenomeno al contempo sociale, politico, economico. Ed è giusto raccontare anche le crisi, i dubbi, i sensi di colpa, gli abusi. Perché non si vive di soli allarmi. Non si vive di sola emergenza. L'Associazione nazionale professionale italiana di Antropologia (ANPIA) in un report intitolato "La società in provetta" ha analizzato questa situazione, il timore del contagio, le nuove fobie, le conseguenze del distanziamento fisico. In breve, l'impatto sociale del covid.
Il sermone della pastora protestante evangelica Paula White, consigliera spirituale di Donald Trump: una giaculatoria delirante volta a propiziare la rielezione del vecchio presidente. Una sorta di rituale propiziatorio, sfociato in una crisi di possessione. Come accade in altre zone del mondo durante eventi religiosi coinvolgenti, il fedele entra in uno stato di estasi, perdendo il lume della ragione.
Possibile che non si riesca a superare quella connotazione medievale del lupo come simbolo della natura ostile? Forse perché il Cristianesimo è una religione nata tra i pastori. Ma se la Bibbia è zeppa di metafore ovine, questo non significa che la pastorizia sia sacra. Il lupo fa il lupo. La convivenza è scomoda, sì, ma è inevitabile.
Testo a corredo di una mostra che segue due fili rossi. Il primo è la storia di quelle bizzarrie che hanno sempre animato lo spirito del collezionismo. Il secondo è la storia della diversità per la vecchia scienza antropologica: idioti, folli, briganti, indigeni di terre lontane. Dunque diversità nel fisico, nel comportamento e nella "moralità".