Strani Lontani Disumani

9 lug 2020

Strani Lontani Disumani

I mostri sono sempre gli altri. E chi più viaggia in terre lontane più ne incontra. O ne inventa. Se qui da noi c'è la civiltà , altrove... sunt leones: uomini selvatici con la coda o il muso di cane, gente dalle orecchie enormi o con gli occhi sul petto. Creature diverse dalla norma nell'aspetto, negli usi e nella morale. Esseri difformi, più che deformi.

 Le storie dei greci, le enciclopedie medievali, le relazioni di viaggio degli esploratori, i primi trattati di scienze naturali, ci raccontano di queste razze favolose. E nelle stampe antiche, che a quelle fonti si ispirano, sfila una parata di freaks da fare invidia alla moderna fantascienza. La rassegna di popoli esotici mostruosi per un lungo periodo ha trasformato la geografia in un baraccone di fenomeni viventi. Il catalogo è fatto da una serie di cliché continuamente copiati e ricopiati, che con qualche variazione attraversano affreschi, manoscritti, incunaboli, fogli volanti e due secoli di pubblicazioni erudite. Con uno straordinario successo. Anche perché l'iconografia attinge al mare profondo di un immaginario che sconfina nelle mitologie e nell'inconscio collettivo.

 La mostra si compone di ventidue pannelli in formato A3 (cm 42 x 30), tre dei quali di solo testo: una introduzione, una problematizzazione e l'elenco delle fonti iconografiche. Le immagini sono state scansite o fotografate dai testi originali. Particolare cura è stata dedicata alle didascalie, che, rintracciando e comparando le fonti, entrano nella logica delle favolose descrizioni tramandateci dagli antichi viaggiatori.