Strani Lontani Disumani
I mostri sono sempre gli altri. E chi più viaggia in terre lontane più
ne incontra. O ne inventa. Se qui da noi c'è la civiltà , altrove...
sunt leones: uomini selvatici con la coda o il muso di cane, gente
dalle orecchie enormi o con gli occhi sul petto. Creature diverse dalla
norma nell'aspetto, negli usi e nella morale. Esseri difformi, più che
deformi.
Le storie dei greci, le enciclopedie medievali, le relazioni di
viaggio degli esploratori, i primi trattati di scienze naturali, ci
raccontano di queste razze favolose. E nelle stampe antiche, che a
quelle fonti si ispirano, sfila una parata di freaks da fare invidia
alla moderna fantascienza. La rassegna di popoli esotici mostruosi per
un lungo periodo ha trasformato la geografia in un baraccone di
fenomeni viventi. Il catalogo è fatto da una serie di cliché
continuamente copiati e ricopiati, che con qualche variazione
attraversano affreschi, manoscritti, incunaboli, fogli volanti e due
secoli di pubblicazioni erudite. Con uno straordinario successo. Anche
perché l'iconografia attinge al mare profondo di un immaginario che
sconfina nelle mitologie e nell'inconscio collettivo.
La mostra si compone di ventidue pannelli in formato A3 (cm 42 x
30), tre dei quali di solo testo: una introduzione, una
problematizzazione e l'elenco delle fonti iconografiche. Le immagini
sono state scansite o fotografate dai testi originali. Particolare cura
è stata dedicata alle didascalie, che, rintracciando e comparando le
fonti, entrano nella logica delle favolose descrizioni tramandateci
dagli antichi viaggiatori.