Qui sono raccolti alcuni miei lavori, divisi per categorie: scritti, documentari, incontri, ecc. Vedere per credere :-)

Via dalla pazza folla, finalmente. A nessuno piacciono le città d'arte, le piscine, i campeggi e i buffet stracolmi di gente. Fino all'anno scorso si parlava di overtourism, di troppo turismo. Nei convegni ci si confrontava, preoccupati, sul collasso delle città sotto l'onda d'urto di masse di visitatori. E ora?
Sì allo slancio immaginativo deperiano, sì all'immaginario poetico scoppiettante di idee fantastiche, pieno di bambole e selvaggi, "forchettate di jazz" e "code azzurre". No alla retorica bellica Ovviamente, no al lessico aggressivo e agli insulti feroci, lanciati con la bava alla bocca.
La pelle è una dichiarazione sociale. Nel linguaggio figurato, il tessuto cutaneo che ci avvolge corrisponde alla vita stessa; se è vero che abbiamo amici per la pelle, che non vorremmo mai lasciarci la pelle, che quando desideriamo tantissimo qualcosa non stiamo nella pelle.
l'Adige, 11 ottobre 2020
La malattia non è soltanto una questione medica, è un fenomeno al contempo sociale, politico, economico. Ed è giusto raccontare anche le crisi, i dubbi, i sensi di colpa, gli abusi. Perché non si vive di soli allarmi. Non si vive di sola emergenza. L'Associazione nazionale professionale italiana di Antropologia (ANPIA) in un report intitolato "La società in provetta" ha analizzato questa situazione, il timore del contagio, le nuove fobie, le conseguenze del distanziamento fisico. In breve, l'impatto sociale del covid.
Il sermone della pastora protestante evangelica Paula White, consigliera spirituale di Donald Trump: una giaculatoria delirante volta a propiziare la rielezione del vecchio presidente. Una sorta di rituale propiziatorio, sfociato in una crisi di possessione. Come accade in altre zone del mondo durante eventi religiosi coinvolgenti, il fedele entra in uno stato di estasi, perdendo il lume della ragione.
Possibile che non si riesca a superare quella connotazione medievale del lupo come simbolo della natura ostile? Forse perché il Cristianesimo è una religione nata tra i pastori. Ma se la Bibbia è zeppa di metafore ovine, questo non significa che la pastorizia sia sacra. Il lupo fa il lupo. La convivenza è scomoda, sì, ma è inevitabile.
Borneo. Per noi italiani c’è l’eco dei libri di Emilio Salgari, con i suoi tigrotti della Malesia, Sandokan, le orge dei tagliatori di teste Dayaki. In Borneo la ricchezza della natura è travolgente, ed è possibile trovare alcuni nostri parenti stretti, gli oranghi. I primatologi sostengono che questi meravigliosi scimmioni rossi sanno elaborare e tramandare cultura. Purtroppo la sopravvivenza dell’Orang Utan è minacciata dalla deforestazione e dalle nuove piantagioni di palme da olio.
Da una parte quelli che hanno la pelle scura, visti come un’unica categoria umana, di volta in volta inferiore, temibile, in qualche modo colpevole di coesistere. Dall'altra “italiani veri” e fieri, come l’allevatore di tori che ha massacrato l’immigrato Emmanuel Chidi Namdi, a Fermo. E così va a finire che all’estero si fanno un’idea dell’Italia, come Paese retrogrado e razzista. Solo in parte, per fortuna.
I boscimani non sono mai stati primitivi, casomai lo sono diventati. Prima di conoscere nuove necessità, come alcol e denaro, avevano uno stile di vita e avevano sviluppato una tecnologia che soddisfaceva in tutto le loro esigenze. A Kagga Kamma, in Sudafrica, vivono in riserva. Non sono più autosufficienti e vengono mostrati come etnofreak..